L’Appennino siculo […] segna un confine demoralizzante. Non c’è nulla su queste montagne. Gli abitanti sono scemati e i turisti paiono non esserci mai stati. [Q]ueste terre montane dure come le mie Alpi, come gli sguardi dei locali al mio passaggio. Le macchine rallentano e i balconi si svuotano al mio passaggio. Lo zaino desta curiosità, qui come in nessun altro posto. ‘Le nostre montagne non sono frequentate. Ѐ tutto abbandonato a sé stesso’ mi racconta un barista dallo sguardo rassegnato di queste alture profondamente segnate dall’abusivismo edilizio.

G. L. GASCA, MI SONO PERSO IN APPENNINO, EDICICLO EDITORE.