Tornando al discorso dell’invasione di moto, quad e jeep nelle aree protette, che ha suscitato un po’ di polemiche sui social nostrani negli ultimi giorni, c’è da dire che una delle cause principali è l’assenza di controlli.
Rispetto a questo, è triste constatare come il Ministero dell’Ambiente abbia deciso di tagliare i fondi a parchi e riserve statali. Anche se questi tagli non riguardano le aree protette regionali (la maggior parte di quelle che abbiamo in Sicilia), il messaggio politico e culturale che viene mandato riguarda tutti i territori, ed è pessimo. Alcune associazioni ambientaliste hanno pubblicato un comunicato su questo problema, che riassumo qui sotto.
“In questi giorni, aree marine protette, parchi nazionali e riserve statali stanno ricevendo comunicazioni dal Ministero dell’Ambiente di un consistente taglio per l’esercizio finanziario in corso. Il taglio complessivo per le aree protette si aggira intorno al 23% dei fondi assegnati lo scorso anno.
È molto grave che l’Italia scelga di penalizzare le sue aree protette. Il nostro paese avrebbe bisogno esattamente del contrario, perché abbiamo un territorio fragile, sottoposto agli effetti del cambiamento climatico e con uno spaventoso incremento annuale di terreno cementificato.
La contrazione [dei fondi] avrà una incidenza diretta sulla continuità dei servizi essenziali – monitoraggio e azioni di conservazione, apertura al pubblico, educazione ambientale, manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché prevenzione antincendio boschivo.
Questo taglio alle aree naturali protette rappresenta l’ennesima prova di una politica che non vuole ritenere la tutela dell’ambiente un grande investimento. Si tratta di una scelta miope che non solo danneggerà i nostri tesori naturali, ma farà anche perdere tante occasioni di sviluppo economico e sociale.”
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