Condivido delle parole toccanti tratte da un articolo di Tonino Russo, pubblicato su Monreale News:
“Sono passate poche ore e già la cenere si alza leggera, quasi beffarda, ad ogni alito di vento.
A Monreale, nelle frazioni di San Martino e Pioppo, certi tizzoni fumano ancora, quasi il fuoco non sia ancora pago della propria vittoria. Ma intorno non c’è più nulla da ardere. Il fuoco ha già vinto.
Venerdì mattina il segretario del Pd di Monreale mi ha invitato a far parte di una delegazione in visita di questi luoghi. Compagni che, come me, avevano visto da lontano fuoco e fumo, oggi ci siamo trovati a calpestare con i nostri piedi cenere e carboni. È stato molto utile perché ci sono cose che gli occhi, da soli, non riescono a contenere. Sui posti bisogna andarci e respirarne l’aria, tanto più se si tratta di boschi.
Mi ha colpito il silenzio: nemmeno un cinguettio d’uccello, un frinire di cicala, figurarsi il fruscio delle foglie. Quello che abbiamo visto non ha un nome adeguato. Centinaia di ettari di bosco cancellati. Soppressi. Rimossi dalla faccia della terra come se non fossero mai esistiti.
Ci hanno raccontato, come le fotografie confermano, che i tronchi di certi alberi che hanno bruciato in questi giorni giacevano già a terra da quattro anni. Da quattro anni. Dal precedente incendio. Altro che pulizia del sottobosco. Nessuna bonifica. Nessun intervento. Nessuna voce, nessuno stanziamento, nessuna delibera che portasse uomini e mezzi su quei versanti. Solo silenzio istituzionale quando servirebbe operare preventivamente.
Sì, certo, “ora non è tempo di polemiche”. Mi verrebbe voglia di chiedere quando si potrà polemizzare; quando si potranno chiedere le responsabilità dei colpevoli e non solo cercare genericamente i piromani. Quelli sono cattivi e criminali, lo sappiamo. Ma è possibile che ci siano anche e soprattutto interessi consolidati e di diversa natura? È possibile che ci siano gravissime responsabilità nelle mancate politiche di prevenzione e gestione delle catastrofi?
Credo che a mente fredda occorrerà prendere il meglio delle idee, della elaborazione, delle esperienze, delle conoscenze, dei saperi, delle tecnologie applicate e applicabili a questa complessità di problemi perché non se ne può più.
Aggiungo che sarebbe tempo di mandare a casa ad ogni livello dirigenti e politici semianalfabeti ed incompetenti. Quelli e quelle che non hanno idea di come affrontare ogni problema. Mai capaci di chiedere perché le cose non funzionano né di cercare ed offrire soluzioni. A questo cascame parassitario consiglio di provare almeno a cospargersi il capo con un po’ della tanta cenere rimasta.”



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