Tre anni fa – nelle giornate tra il 23 e 25 Luglio 2023 – ci furono dei grandissimi incendi sui monti attorno a Palermo. Da Pizzo Manolfo a nord fino a Monte Grifone a sud, le fiamme divorarono ettari ed ettari di bosco. Ci furono anche tre vittime e case danneggiate. Persino la discarica di Bellolampo prese fuoco.

Nei mesi che seguirono, la società civile organizzò diverse iniziative per protestare contro la gestione inefficiente del problema roghi dolosi – perché questi incendi sono dolosi nel 99% dei casi. Si organizzarono assemblee in piazza e cortei.

È un peccato che le date del luglio 2023 non siano entrate a far parte del calendario civico di Palermo tra chi si identifica col movimento ambientalista, un po’ come il 23 maggio o il 19 luglio fanno parte del calendario del movimento antimafia. Secondo me ogni anno si dovrebbero organizzare delle attività per ricordare i terribili incendi di tre anni fa.

D’altronde, come nel 2023, così anche nel 2026. E le date sono praticamente le stesse. Nei giorni scorsi, incendi a più non posso, incluso a Pioppo (bosco di Casaboli), San Martino delle Scale, Rebuttone e Valle Fico (Altofonte). Non so se ci sia una spiegazione scientifica – climatologica – per questa coincidenza. Magari qualche esperto potrebbe indagare.

Ormai è inutile parlare di “emergenza”; bisogna parlare di “stagione degli incendi.” Una stagione è una cosa che c’è sempre, che si ripete ogni anno. E forse nemmeno questo concetto basta più, perché gli incendi ormai si verificano tutto l’anno. Secondo il nuovo report di Legambiente Italia in Fumo 2026, la Sicilia quest’anno è stata la regione più colpita dai roghi PRIMA del periodo in cui le autorità attivano le operazioni di AIB (antincendio boschivo). Come se ciò non bastasse, la Sicilia nel 2026 ha anche il triste primato di ettari andati in fumo in siti Rete Natura 2000, cioè siti di particolare importanza ecologica.

Per quanto riguarda il 2025, secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la Sicilia è stata la regione italiana più colpita dagli incendi boschivi – per il quarto anno consecutivo. Il 52% di tutta la superficie percorsa dal fuoco in Italia nel 2025 si trova in Sicilia.

Qualche giorno fa, Renato Schifani, il presidente della Regione, ha visitato la sala di controllo da dove si coordinano gli spegnimenti e ha dichiarato: “Ai siciliani dico che la Regione è in campo con tutte le forze disponibili e con il massimo impegno, rivolto a tutelare persone, abitazioni e patrimonio boschivo.” I risultati sono quelli di cui sopra.

D’altronde Salvatore Cocina, il dirigente generale della Protezione Civile sull’isola, ha ammesso che “potremmo avere anche centinaia di mezzi aerei e migliaia di uomini, ma di fronte a centinaia e centinaia di roghi appiccati dolosamente o colposamente, c’è poco da fare.” Forse allora dovremmo occuparci di questo aspetto del problema, anziché spendere altri soldi per aerei, droni ed elicotteri.

Intanto da tre giorni, quando mi alzo all’alba per aprire le finestre, sento odore di bruciato nell’aria. Immagino siano le ceneri degli alberi trasportate dal vento.

Buon anniversario.