La prima via ferrata siciliana: tutto come previsto

Due mesi fa ho scritto un post sulla prima via ferrata siciliana, esprimendo alcune perplessità su quest’opera, che è stata costruita nel territorio di nidificazione del grifone e vicino a quello dell’aquila reale. Il post è stato ripreso anche su Gognablog.

Su Facebook molte persone hanno risposto dicendo che sono il solito ambientalista che si lamenta sempre e a cui non va mai bene nulla. Mi hanno detto che un’ordinanza del Comune di Alcara Li Fusi vieta di percorrere la ferrata nel periodo di nidificazione del grifone (fino all’1 settembre).

Nel mio post avevo scritto che mi sembrava una cosa difficile da fare rispettare. E bene, alla fine di agosto, una coppia è venuta in Sicilia e ha percorso la ferrata, ignara del divieto. Nel video che hanno postato su Instagram, hanno spiegato che lo hanno scoperto solo dopo.

Nella descrizione della loro giornata, mi ha colpito questa frase: “Ma il vero spettacolo arriva guardando in alto. Qui vive uno dei nuclei più numerosi d’Italia di avvoltoi grifoni. All’inizio li vedevo volare sopra la testa; salendo, invece, iniziavano a comparire anche più in basso e sempre più vicino a noi, sfruttando le correnti ascensionali per prendere quota”.

Nei commenti al video su Instagram, alcune persone hanno pesantemente criticato la coppia, soprattutto una guida vulcanologica locale, che ha già in programma di portare clienti sulla ferrata, ma solo da settembre. Ecco parte del suo commento:

“Una guida (così leggo nel tuo profilo) [ndr: l’uomo che ha percorso la ferrata è una guida ambientale escursionistica] non può arrivare in un territorio che non conosce senza essere a conoscenza di eventuali restrizioni”.

Riassumo qui sotto le spiegazioni offerte dal “colpevole”, che mi sembrano interessanti (per praticità ho unito vari suoi commenti):

“Tu di solito quando fai una ferrata contatti il comune?

Online ho trovato il video di presentazione della ferrata e la relazione di 365 [ndr: un sito famoso sulle vie ferrate]. Tutto mi faceva pensare che fosse aperta, altrimenti non sarei andato.

Ero convinto che quando si inaugura una ferrata da quel momento sia fruibile. Ripeto, errore mio, mi sento però di dire che poteva essere comunicato diversamente. Di certo non potevamo immaginare che due mesi dopo l’inaugurazione potesse essere ancora chiusa.

Può controllare anche di persona che nel pannello del parcheggio non vi sono fogli che indicano l’ordinanza. L’assicuro che avremmo fatto marcia indietro. Ci siamo anche confrontati con persone del posto e siamo andati insieme a controllare per poi trovare alcuni fogli a terra. Il cartello con la data, a quanto pare, era già volato via con il vento.

Sinceramente mi sarei evitato anche una discesa senza segnaletica. Dalla vetta è iniziata la disavventura: il percorso non è stato terminato e i pali di bambù che indicavano la discesa erano tutti a terra. Trovare la traccia giusta non è stato affatto facile”.

***

Insomma, ricapitolando: sul cartello ufficiale non c’è nessuna informazione circa il divieto di percorrere la ferrata in un certo periodo. Forse c’era un foglio appizzato, ma è volato via. Ovviamente non ci sarà mai del personale a controllare. E due mesi dopo l’inaugurazione, la segnaletica del percorso non è nemmeno completa. Oppure tutto quello che ha scritto questa persona è falso.

Fatto sta che quando ho scritto il post esprimendo le mie perplessità, mi immaginavo una situazione esattamente come questa. Eppure mi stupisco ancora.

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La Giornata Internazionale degli Avvoltoi

  1. sergio soraci

    Un saluto ai lettori di montagna sud, sono sergio soraci, ho scritto un breve articolo sulla ferrata che e’ stato pubblicato a seguito di quello di montagna sud su gognablog. Condivido tutto cio’ che e’ stato scritto e aggiungo che la mia avversione alle ferrate e’ di “lungo corso” , nel senso che, ancor prima di dedicarmi al mondo verticale in molte delle sue forme, meta’ anni 80, mi sembrava un modo per nulla rispettoso di andare in montagna , una scorciatoia inutile e dannosa per recarsi sulle cime e non solo. Capisco la costruzione delle ferrate storiche e i “sentieri attrezzati” in parte come ferrate, ma sono cosa ben diversa da una linea verticale o quasi di nuova costruzione fatta per raggiungere forzatamente ogni luogo ed ogni cima, fatta soprattutto per far soldi, piu’ o meno facilmente, da parte di individui che la natura l’avvertono appena come una decorazione attorno all’opera invasiva. Sono stato ripreso nei commenti da un rappresentante del cai di Cefalu’ che mi rimprovera per aver scritto che il cai esulta, ma anche se non esulta perche’ il cai , con tanto di magliette con logo cai, e’ li, presente all’inaugurazione di una nuova ferrata ? ricordo che il cai si era pronunciato contro la costruzione di nuove ferrate anche a seguito delle sollecitazioni di mountain wilderness. Ma questa e’ una battaglia persa in quanto le sezioni cai organizzano ogni anno diseducative giornate su ferrate in giro per l’italia. Educare e formare dovrebbe essere il principio cardine di tutte le associazione che operano in ambiente e quello delle ferrate e’ il peggior modo per comunicare come stare a contatto della natura verticale, facile viatico per alcuni operatori, professionisti e non, per rapidi guadagni a discapito di qualsiasi problema geologico faunistico e botanico. Nel caso specifico di Alcara li Fusi, luogo che ben conosco per aver aperto diverse vie in modo “trad” e per essere territorio dove conduco appassionati a piedi ed in mtb, posso assicurare che e’ un luogo talmente fragile che aver immaginato e realizzato una ferrata mi e’ sembrato un’oscenita’ senza alcuna giustificazione, anzi una realizzazione al pari di altre opere inutili e dannose sparse per l’isola. Ringrazio ancora montagna sud e tutti coloro che non andranno sulla ferrata di Alcara. Sergio Soraci, istruttore di alpinismo cai, guida ambientale , ma soprattutto libero e rispettoso fruitore di cio’ che ci offre la natura.

    • Grazie del commento. Purtroppo ci sono opinioni molto “forti” sul tema, e anche io sono stato abbondantemente criticato e insultato su Facebook per avere posto delle semplici domande e avere espresso le mie opinioni. Secondo me anche questo dimostra che chi ha voluto quella ferrata sta dalla parte del torto…

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