Questo fine settimana sono previsti 31—32 gradi su Pizzo Carbonara, la vetta più alta delle Madonie con i suoi 1979 metri. Sono temperature scioccanti – più da città o da spiaggia che da alta montagna. Siamo quasi a 2000 metri d’altezza e si potrebbe arrivare a 32 gradi.
Mi chiedo se Pizzo Carbonara abbia mai visto questo genere di temperature da quando si è formato, milioni di anni fa. Sicuramente non è il caso dei faggi della montagna, che secondo gli esperti si diffusero in Sicilia durante le epoche glaciali, trovando un clima più mite nel Mediterraneo. L’ultima epoca glaciale è finita “appena” 12.000 anni fa.
Nel lungo termine, temperature così alte, e la siccità che le accompagna, avranno sicuramente effetti negativi sui faggi e gli altri alberi delle Madonie. A settembre dell’anno scorso c’erano evidenti segni di sofferenza per la lunga siccità estiva, come si vede in queste foto.
- Monte Mufara, con faggi marroni a macchia di leopardo
- Un faggio mezzo seccato
In un articolo pubblicato l’anno scorso da un gruppo di ricercatori di scienze forestali (Seddaiu e colleghi 2025) si dice che tra i faggi della zona di Piano Battaglia sono stati riscontrati casi isolati di grave disseccamento dovuti a eventi climatici estremi come le ondate di calore (p. 61).
Chissà che temperature si raggiungeranno sul Carbonara nel corso di questo secolo? 40C°?






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